Mamma li turchi

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Foto unfoldingroma.com
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Partenza a razzo della Nazionale di Mancini nella serata d’esordio della competizione europea. Secco 3-0 ai danni della Turchia

Correva l’anno di grazia (mica tanto) 1480 quando 15.000 uomini sbarcarono ad Otranto in Puglia per seminare il panico fra la popolazione e trucidare nella maniera più barbara ed ignobile orde di uomini. I turchi, anzi li turchi, erano approdati dall’Adriatico con 150 navi. Una flotta immensa per quei tempi. Erano loro, proprio loro, quelli dell’Impero Ottomano, quelli della Storia, quelli che facevano paura a miglia di distanza. Figuriamoci da due passi.

Ma ieri sera, all’Olimpico, qualche secolo dopo (solo qualche), la risposta è stata immediata: in primis i quasi 16.000 spettatori presenti sugli spalti a fare (e finalmente!) da cornice ad un’encomiabile prestazione azzurra dopo i funesti periodi pandemici dove si era dato giustamente anche un calcio al calcio. In seconda battuta i quasi 13 milioni di italiani incollati alle Tv. Da casa, dalle spiagge, dai luoghi montani, dalle villeggiature di ogni ordine e tipo. Un tripudio azzurro che dà fiducia a tutti per una ripresa fatta di speranza. In fondo, volenti o nolenti, il calcio, ancora adesso, nonostante le difficoltà, unisce. E se la Nazionale vista ieri sera è motivo anche di queste speranze, ben venga il tutto.

Foto virgilio.it

Così “li turchi”, anche se hanno messo in soggezione gli azzurri per un solo tempo, si sono fatti via via piccoli piccoli per  sprofondare poi nella ripresa sotto i colpi e il dominio sferzante di una squadra che, unita e compatta, ha saputo con certosina pazienza aspettare il momento opportuno per affondare la lama. E allora uno (autorete di Demiral su invenzione di Berardi), due, prontezza di Immobile su memorabile intuizione di Spinazzola, tre, sferzata vincente di Insigne. Fine delle trasmissioni. L’impero è battuto, le navi affondate. Per i rossi ci sono solo scialuppe di salvataggio e voglia di arrivare in fretta al novantesimo per non pigliare la più classica delle imbarcate.

Eppure li turchi non sono squadra materasso. Ma forse un po’ per quel Calhanoglu e quel Demiral e forse per la Storia, alla vigilia, erano certo temuti. Hanno avuto il merito di essersi difesi con ordine solo nella prima frazione di gioco (peraltro con fortuna e un “rigorino” non concesso che ci stava tutto). Ma si sa, nel calcio di oggi non vale più il “catenaccio” degli anni sessanta e, nonostante qualche timido approccio, la compagine di Gunes non ha saputo che aspettare la valanga azzurra e subire mestamente la totale egemonia.

Di contro, gli uomini di Mancini sono stati devastanti sotto tutti gli aspetti ed in ogni reparto. Spinazzola, Insigne e Berardi fra i migliori. Ma tutti hanno dato il loro apporto. Volontà e condizione atletica ottimale sono la formula perfetta per questa squadra che adesso è attesa dagli scontri con Svizzera e Galles.

Ma se il buongiorno si vede dal mattino…

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