Vacanze: sedici consigli utili per staccare definitivamente la spina

0
135
Se ti piace, condividi!

Crisi o non crisi. Soldi o non soldi, la maggior parte degli italiani si appresta ad un periodo di relax totale. C’è chi addirittura chiede un prestito pur di non rinunciare ad un minimo di riposo. Ma al momento di preparare i bagagli insorgono le prime ansie. Ecco una breve guida per restare con i piedi per terra e godersi le agognate ferie

Cosa porto via? Quanta roba mi metterò? Avremo una o due serate di gala? In lungo o in corto? Giacca, cravatta o abito sportivo ed informale? E i costumi? Quali porto via? Giacca a vento pesante, o leggera? Problemi prevalentemente femminili, direte voi.

Non è vero. Anche i maschietti hanno il loro bel da fare e, sotto certi aspetti, forse più delle donne. Ma loro sono abituati a delegare, a chiedere aiuto a denti stretti: “Tanto ci pensa lei quando stira e fa la valigia”. E in cuor loro sono apparentemente sereni e tranquilli. Ma se sul luogo della vacanza non salta fuori il completino da tennis della Nike, sono dolori.

Nei quindici giorni che precedono il fatidico momento della vacanza, c’è anche un atteggiamento coniugale diverso e, al tempo stesso, divertente. Lei, anche se fra sé e sé sclera a mille per tutte le incombenze di figli e marito, si presenta spesso sorridente e sembra noncurante della situazione: “Amore, ho visto delle tende molto carine per la cucina. Sai che dobbiamo cambiarle, vero? In fondo costano solo dieci euro. Vorrà dire che in vacanza non mi comprerò nulla” (chiara bugia da confessionale). E lui: “Sì, sì, va bene”, mentre la mente vola agli ultimi affari da chiudere prima delle ferie e, al massimo, alla storia di Donnarumma se lascerà o meno il Milan.

Tornando agli interrogativi di cui sopra, sono proprio quelli che, quasi ogni anno, ci colgono sempre impreparati e si stagliano minacciosi all’orizzonte dei nostri più reconditi pensieri.

Se abbiamo programmato tutto all’ultimo secondo (low-cost) siamo già sull’orlo di una crisi di nervi collettiva. Se, al contrario, abbiamo pianificato meticolosamente ogni cosa e con certosina pazienza (abbigliamento compreso), veniamo irrimediabilmente attanagliati dai dubbi più assurdi: “E se buco una gomma?”. E poi: “Devo partire alle tre del mattino altrimenti mi trovo imbottigliato nel traffico”. Oppure: “Il volo sarà sicuramente in ritardo. Cosa faccio?”. O peggio: “Amore, metto in valigia qualche pigiama in più. Non si sa mai che qualcuno di noi finisca in ospedale…”.

Insomma, a seconda dell’indole familiare, chi più ne ha, più ne metta.

Ma già dagli imminenti preparativi s’intuisce che l’adrenalina sale a dismisura: mamme che percorrono chilometri fra le mura domestiche sommerse di pannolini. Mariti che controllano (loro credono di farlo senza destare alcun sospetto) l’operato delle consorti con fare cinico e, al tempo stesso, spietato. Figli che sbraitano e pretendono di portarsi dietro l’intera cameretta. Liste infinite per ricordarsi tutto (ci vorrebbe la lista della lista) e, all’ultimo, quando sei già fuori di casa, imprechi per aver dimenticato lo smalto fucsia (“Era il più importante!” – urla lei col viso in fiamme, già a oltre duecento chilometri da casa).

Meglio essere single? Macché, il cliché è identico, se non peggiore.

C’è da sistemare il cane, il gatto e il canarino (meno male che l’orsetto siberiano è già dal fratello da una settimana). Ennesimo pensiero all’ufficio: “Ma è tutto a posto? Ho dato le chiavi a Francesco o a Giovanna? Dovevo darle a Francesco!”. Seguono mille dubbi sulla paternità delle chiavi e telefonate ai rispettivi colleghi a notte fonda con conseguente rimbrotto (e non solo) degli stessi. C’è da pensare alla badante per la madre malata (il fratello ha già in consegna l’orsetto siberiano, non può pensare lui a tutto…). Si possono dimenticare smalti e schiume da barba a casa (tanto non ci sono persone a carico da mantenere e si può spendere, vero?), ma sorge un pensiero fisso: “Mi divertirò? Troverò la compagnia giusta?”. Se poi si pensa all’avventura perfetta o, peggio ancora, a riempire la propria vita con un amore alla Via col Vento, la frittata è bella che servita.

Ma allora cosa fare? Come fare? Come comportarsi per non cadere del tutto in comportamenti ridicoli e visibilmente fantozziani? Molto probabilmente nulla, o molto poco. Facciamo parte di un mondo (quello occidentale) abituato a vivere secondo schemi mentali fissi. Ma rimediare si può, almeno in vacanza:

 Libera la tua mente. Ricordati che stai andando in vacanza

• Hai prenotato. Non ti affannare. Prepara ciò che ti serve veramente. Tralascia il superfluo. Fallo col sorriso sulle labbra 

• Taglia completamente ogni legame col lavoro. Recenti statistiche dimostrano che il 55 percento degli italiani controlla le mail quando è in vacanza. Il 45 percento lo fa quotidianamente.

• Non ti infastidire, o peggio, farti venire attacchi d’ira per code, ritardi di treni, aerei, navi e traghetti. Hai forato? Sei in vacanza, cos’hai da fare? Chiama il soccorso stradale. Sii gentile, abbi pazienza. Loro stanno lavorando, tu sei in ferie.

• Usa lo smartphone, e qualsiasi altra forma di tecnologia, con molta parsimonia e attenzione. Usalo prevalentemente per chiamare la sera chi ha veramente bisogno di te e non può fare a meno di sentirti (genitori anziani e figli eventualmente rimasti a casa)

• Evita il più possibile qualsiasi forma di social network (soprattutto Facebook e Instagram) ricordandoti di modificare le impostazioni della privacy. Fai in modo che le foto siano visibili soltanto ad una ristrettissima cerchia di amici (reali) e parenti. Più rendi pubbliche le tue cose, più aumenta il rischio che, in tua assenza, ti svaligino la casa e che sui social si inneschino le solite stupide diatribe d’invidia che possano minare la tua sensibilità e tranquillità

• Limita considerevolmente l’informazione. Il mondo esterno non deve influire sul tuo periodo di riposo

• Più che quotidiani e riviste, leggi un libro (possibilmente non e-book). Assaporalo, vivilo, entraci dentro. Sentiti protagonista, non semplice lettore o spettatore

 • Sei abituato all’attività fisica giornaliera? Bene, praticala ed intensificala. Non sei abituato? È una buona occasione per iniziare

• Vai la mattina molto presto in riva al mare. Ascoltalo bene e vivilo. È l’unica voce che devi ascoltare. Sei in montagna? Le vette ti sussurrano cose speciali. Ascoltale. Campagna? La terra ti guarda. Prendine un po’ e strofinala sul palmo della tua mano. Osservala. Sei itinerante in una città? Assorbila come fosse il tuo luogo natio. Lago? La sua calma piatta è sinonimo di pace dell’anima

• Sei amante della buona cucina? Non tirarti certo indietro. Mangia con moderazione, ma mangia.

• Sentiti te stesso. Devi apparire bello solo a te stesso

• La camera non ti piace? Il luogo non era quello che ti aspettavi? Il vitto non ti aggrada? Spiagge e sentieri sono zeppi? Ti sembra di aver gettato al vento il tuo denaro? Ricordati che tutte le ciambelle non riescono col buco, e che tu sei in vacanza e molti altri non hanno e non avranno questo privilegio

• Non essere apprensivo nei confronti dei figli. Lasciali sfogare

• Fai l’amore. In vacanza la valenza raddoppia

• Ripeti tre volte al giorno il seguente esercizio: sdraiati su una superficie comoda. Chiudi gli occhi. Inspira ed espira profondamente tre volte. Svuota la mente. Vai per immagini e creati scenari naturali immaginari in assenza di esseri umani. Fai durare il tutto cinque minuti. Prima di riaprire gli occhi ricordati di ripetere le tre inspirazione ed espirazioni. Alzati, poi, molto lentamente.

Cosa ne pensi?

Commenti

Se ti piace, condividi!